Basta andare sul lungomare di Mondello per trovare tanti venditori di polpo bollito.
Hanno dei grandi pentoloni dove tengono al caldo i polpi già bolliti e quando il cliente arriva davanti al loro bancone sulla strada, ne prendono uno, lo mettono su un enorme piatto in ceramica con il polpo disegnato, lo tagliano a piccoli pezzi e ti danno del limone.
Si mangia così, in piedi, con le mani… e non si può capire quant’è buono!

Fare il polpo bollito a casa è molto semplice,basta sciacquarlo sotto l’acqua per togliere dell’eventuale sabbia dai tentacoli e svuotare la testa se non vi piace il sapore delle interiora (il venditore di polpo la lascia sempre piena, gli uomini la adorano… chissà perché!).
Fate bollire dell’acqua in una pentola grande e buttatelo dentro, ma non in un modo qualsiasi!
Prima bisogna immergerlo per pochi secondi 2 volte nell’acqua tenendolo per la testa e alla terza volta immergerlo definitivamente.
Non so perché si faccia così ma è un rituale al quale non riesco a rinunciare!
I tempi di cottura dipendono dalla grandezza del polpo. Per verificare la cottura basta provare ad infilzargli la testa o la parte grossa dei tentacoli con una forchetta.
Una volta cotto va lasciato almeno una decina di minuti nell’acqua di cottura.
A differenza di tanti altri posti dove il polpo bollito viene condito con olio o fatto con le patate, i palermitani lo mangiano proprio così, bollito con il limone.
La vera chicca è bollire il polpo nell’acqua di mare… una squisitezza!






