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Viste le mie origini non è difficile immaginare quanto mi stia a cuore la cucina siciliana.
Ho così pensato di creare un capitolo tutto dedicato alle ricette siciliane per facilitarvi la ricerca all’interno del sito e, perché no, per solleticare la vostra curiosità.
Mi auguro vivamente che questo capitolo possa arricchirsi dei vostri consigli e suggerimenti perché in fondo la “vera cucina siciliana” è quella che mettiamo a tavola tutti i giorni!
Busiate con pomodoro e melanzane fritte
Pasta con acciughe e pangrattato tostato
Pasta con i tenerumi (a minestra e asciutta)
Nell’ambito della cucina siciliana il capitolo “arancini” è ampio e complesso a cominciare dalla diatriba: “Si chiamano Arancini o Arancine?”.
Nella parte occidentale della Sicilia vengono chiamate “arancine”, nella parte orientale della Sicilia “arancini”… e tutte e due le varianti sono corrette!
Infatti, se le “arancine” si chiamano così perché ricordano delle “piccole arance”, è anche vero che in dialetto le arance si chiamo “aranci” e quindi “arancini” altro non è che la variante dialettale
Con grande dispiacere dei palermitani, le arancine sono diventate famose con il celebre libro di Andrea Camilleri, “Gli arancini di Montalbano”, facendoli diventare famosi con il loro nome dialettale.
Un’altra distinzione riguarda il ripieno.
Nella Sicilia occidentale si parla di “arancine alla carne” e “arancine al burro”.
Nella Sicilia orientale troviamo gli “arancini al sugo” e quelli “al prosciutto”.
Le differenze continuano anche nella forma.
A Palermo le “arancine alla carne” sono tonde e quelle “al burro” un po’ allungate.
A Catania gli “arancini al sugo” sono a punta e quelli “al prosciutto” sono tondi.
Insomma, delle posizioni veramente inconciliabili!
A metterci d’accordo soltanto la passione sviscerata per questo cibo che viene mangiato in qualsiasi momento della giornata: colazione, pranzo, cena, spuntino.
Le arancine o arancini sono un vero e proprio “must” per i siciliani.
Bellissima la storia delle loro origini.
Sembra che le arancine risalgano al periodo arabo quando, un cuoco devoto al suo sultano, si inventò un modo per non privarlo del suo adorato risotto quando andava a caccia. Escogitò dunque il modo per mantenere caldo il riso con una panatura croccante…
Il sultano deve aver molto gradito questa primordiale forma di arancini!
Ingredienti
per 12 arancini circa
per il riso
500 gr. riso per risotti (vialone nano)
1 cipolla
100 gr. burro
1/2 bicchiere vino bianco
brodo vegetale
zafferano
sale, pepe
ripieno e panatura
200 gr. ragù di carne
dadini di mozzarella (facoltativi)
dadini di prosciutto (facoltativi)
2 albumi
pangrattato
olio di semi di arachidi o girasole
Preparazione
Il ragù è conveniente prepararlo il giorno prima in maniera tale che sia ben freddo, possibilmente da frigo.
Per il risotto.
Innanzitutto preparate il brodo vegetale mettendo in una pentola dell’acqua con 1 carota, 1 costa di sedano ed 1 cipolla e lasciate bollire per 20 minuti circa.
Prendete una casseruola o padella antiaderente, metteteci dentro 50 gr. burro ed il trito di una cipolla e lasciate soffriggere dolcemente per 5/7 minuti circa.
Quando la cipolla avrà ceduto i suoi aromi al burro, con l’aiuto di un colino filtrate il burro togliendo la cipolla.
Rimettete il burro nella casseruola, alzate la fiamma ed aggiungete il riso.
Comincia adesso la fase di tostatura del riso che dovrà essere mescolato nel burro fin quando non assume un colore ambrato.
A questo punto, sfumate con il vino bianco.
Una volta sfumato il vino aggiungete del brodo vegetale fino a coprire il riso e aggiungetene ogni volta che viene assorbito.
In un bicchiere sciogliete lo zafferano in un po’ di brodo ed aggiungetelo al riso (regolatevi in base al colore!).
Aggiungete un po’ di sale che aggiusterete verso la fine.
Quando mancheranno 2 minuti alla fine della cottura, togliete la casseruola dal fuoco, aggiungete 50 gr. di burro e mantecate il riso dal basso verso l’altro.
Quando il riso avrà assorbito il burro, versatelo in un recipiente e lasciatelo raffreddare.
Giratelo di tanto in tanto per far sì che non si asciughi in superficie.
Prima di preparare gli arancini aspettate che il riso sia freddo.
*Se desiderate un riso dal gusto più intenso, i fase di cottura potete aggiungere un po’ di ragù di carne precedentemente frullato nel mixer.
Come preparare gli arancini
Disponete su un ripiano il contenitore con il riso, quello con il ragù, un piatto fondo con gli albumi leggermente sbattuti, un piatto grande con del pangrattato al quale avrete aggiunto del sale ed un recipiente per riporre le arancine una volta pronte.
Con una mano prendete un pugno di riso, disponetelo sull’altra mano leggermente a conca e livellate il riso fino quasi a rivestire il palmo della mano.
Prendete una cucchiaiata di ragù di carne e disponetela al centro del riso.
*Se volete potete anche aggiungere pezzetti di prosciutto e formaggio… io ho preferito evitare!
*Se volete preparare delle “arancine al burro” sostituite il ragù con pezzetti di mozzarella e prosciutto tenuti insieme da un po’ di besciamelle densa insaporita con del pepe nero.
Con la mano libera prendete un altro piccolo pugno di riso e cercate di dargli la forma del precedente aiutandovi con il dorso della mano occupata.
Ponete la mano rivestita solo del riso sull’altra mano e cercate di unire delicatamente le due parti.
La prima è sempre la più difficile ma dopo un po’ diventerete bravissimi!!!!!
Non preoccupatevi se non viene perfetta, potete sempre prendere del riso e tappare eventuali buchi e poi aggiustare il tutto con le mani.
Ponete l’arancina nel piatto con l’albume e con l’aiuto di due cucchiai rigiratela all’interno.
Passatela poi nel pangrattato e panatela delicatamente.
Per preparare gli arancini è sempre meglio essere in due: una persona che realizza le arancine e l’altra che le passa nell’albume e nel pangrattato.
Quando saranno tutte pronte potete friggerle.
Per la frittura è importante che l’olio sia abbondante, deve ricoprire almeno per metà le arancine.
La fiamma deve essere media. Le arancine devono avere il tempo di diventare ambrate e di riscaldarsi all’interno.
Man mano che friggete le arancine riponetele in una ciotola foderata di carta assorbente e lasciatele riposare un paio di minuti prima di mangiarle. In questo modo il calore si diffonderà all’interno.
Oggi una ricetta siciliana velocissima, facilissima, buona ed economica, pasta con la mollica (pasta k’a muddica)!
E’ il tipico piatto di pasta che vi toglie lo sfizio e che potete preparare pur non avendo niente in casa.
La pasta con la mollica siciliana è un vero e proprio passe-par-tout!
Ingredienti
per 2 persone
200 gr. di spaghetti
6/8 filetti di acciuga sott’olio
1 spicchio d’aglio
olio evo
pangrattato
pepe nero
prezzemolo
Preparazione
Mettete l’acqua a bollire ed intanto tostate il pangrattato in una padella con 2 cucchiai di olio (è sufficiente girare il pangrattato fin quando non diventa marroncino chiaro).
Quando l’acqua bolle buttate la pasta.
In una padella antiaderente versate dell’olio, aggiungete uno spicchio d’aglio (io lo metto intero e poi lo tolgo) e fatelo soffriggere a fiamma bassa.
Aggiungete i filetti di acciuga e fateli sciogliere lentamente aggiungendo dell’acqua di cottura della pasta.
N.B.: è importante che i filetti di acciuga non si secchino. Devono restare morbidi.
Quando mancheranno 2/3 minuti alla fine della cottura della pasta trasferitela nella padella e finite la cottura a fiamma viva aggiungendo acqua di cottura e girandola dal basso verso l’alto con un cucchiaio di legno.
A cottura ultimata, servite nei piatti, aggiungete del pepe nero macinato al momento, abbondante pangrattato e il trito di prezzemolo fresco.
Di ricette di pasta e fagioli è piena l’Italia!
Quella che vi do oggi è la ricetta della pasta e fagioli siciliana ovvero della “pasta c’a fasuola!”.
Rispetto a tante altre ricette, la pasta e fagioli siciliana è una minestra leggera che prevede pochi ingredienti: fagioli, cipolla e pomodoro. ce ne é poi una versione un po’ più ricca che prevede l’aggiunta della zucchina dei tenerumi e dei tenerumi stessi.
Curiosità: se andate dal fruttivendolo, non aspettatevi di trovare la scritta “borlotti”, questi fagioli vengono comunemente definiti “fasuola pasta” (fagioli per la pasta) oppure “fasuola ‘ncirata” (fagioli di cera) per l’aspetto liscio e lucido del borlotto fresco.
Ingredienti
per 4 persone
300 gr. spaghetti spezzati
400 gr. borlotti freschi
(1 kg con i baccelli)
1 cipolla
2/3 pomodori maturi
1 mazzo piccolo di tenerumi
1 zucchina di tenerumi piccola
Preparazione
Prendete una pentola e riempitela d’acqua fino a metà.
Mettetela sul fuoco ed aggiungete i borlotti, la cipolla tagliata a pezzetti e i pomodori privati dei semi in eccesso e della buccia.
Aggiungete un po’ di sale e lasciate cucinare per un’oretta circa.
Intanto, pelate la zucchina dei tenerumi e tagliatela a pezzetti.
Pulite anche i tenerumi, lavateli e tagliateli a striscioline sottili.
Trascorsa un’ora, aggiungete la zucchina ai borlotti e lasciate cucinare ancora per mezz’ora o più, fin quando i borlotti non saranno cotti.
Quando i borlotti saranno cotti, togliete l’acqua in eccesso (meglio se la tenete da parte) e con il mixer ad immersione frullate una parte dei fagioli (1/3 circa).
Aggiungete i tenerumi, gli spaghetti spezzati, aggiustate di sale ed ultimate la cottura.
Servite nei piatti con una spolverata di pepe nero e dell’olio evo a crudo.
P.S.: la pasta con i fagioli è buonissima appena fatta e ancora più buona il giorno dopo scaldata!
Oggi pasta con i tenerumi, una ricetta tipica siciliana di quelle difficilmente replicabili in altre regioni.
Una pagina antica della storia culinaria della Sicilia!
E già, perché questa prelibatezza che sono i tenerumi non si sa perché ma crescono soltanto in Sicilia!
I tenerumi altro non sono che le foglie di una zucchina sottile, molto lunga di colore verde chiaro.
Non è molto saporita ed in genere viene cucinata come accompagnamento alle minestre, bollita con un filo d’olio evo oppure con un po’ di pomodoro.
Le foglie di questa zucchina sono grandi, verde scuro e vellutate in superficie.
Si utilizzano per fare una minestra prelibata, la pasta con i tenerumi per l’appunto!
La pasta con i tenerumi (“pasta k’i tinnirumi” in dialetto) è per i siciliani “croce e delizia” insieme… sì, perché i tenerumi crescono durante l’estate quando fa’ caldissimo ed i siciliani son costretti a mangiare la loro minestra preferita quando fuori fa un caldo terrificante!!!
La ricetta che vi dò è quella della pasta con i tenerumi “a minestra” perché ne esiste un altra versione, più recente, che non prevede il brodo, in effetti è una pastasciutta con pomodoro e tenerumi (questa l’ho fatta proprio ieri e ve l’ho postata!)
Una versione ancora più recente è l’abbinamento di tenerumi e cozze… ma questa è un’altra ricetta!
Ingredienti
per 2 persone
200 gr. spaghetti spezzati
2 mazzi di tenerumi
400 gr. pomodoro fresco
caciocavallo a tocchetti
1 spicchio d’aglio
olio evo
sale
peperoncino
basilico fresco
Preparazione
Lavate i pomodori, sbollentateli per qualche minuto e scolateli. Privateli della pelle e dei semi in eccesso. Tagliateli a pezzetti.
In un casseruola mettete a soffriggere uno spicchio d’aglio e quando soffrigge versateci dentro la polpa del pomodoro.
Aggiustate di sale e fatelo cucinare per 10 minuti circa a fiamma media.
Quando si sarà addensato toglietelo dal fuoco e aggiungete delle foglioline di basilico fresco.
Se volete del pomodoro più piccante potete aggiungere del peperoncino durante la cottura.
Curiosità: in dialetto siciliano il pomodoro fatto così viene definito pomodoro a “pic pac” ovvero a “ picchi pacchi”.
Una volta ho fatto una ricerca su un dizionario di dialetto siciliano e pare che il nome derivi dal rumore che fa’ il pomodoro durante la cottura!
Intanto prendete una pentola, riempitela d’acqua per un terzo e mettetela a bollire.
Pulite i tenerumi prendendo soltanto le foglie e le estremità più tenere.
Lavateli e tagliateli a striscioline.
Quando l’acqua bolle buttateli dentro insieme agli spaghetti spezzati e aggiungete il sale.
Quando mancheranno 3/4 minuti alla fine della cottura, togliete l’acqua in eccesso con l’aiuto di un mestolo e versate il pomodoro all’interno della pentola.
A cottura ultimata servite nei piatti con aggiunta di tocchetti di caciocavallo (a me piace anche con il parmigiano grattugiato) e del basilico fresco.
Pasta con i tenerumi “asciutta”
Per eseguire la seguente versione bisogna cambiare soltanto il formato della pasta (a me piacciono molto le reginelle).
Per quanto riguarda il procedimento è lo stesso ma quando mancano 3/4 minuti alla fine della cottura della pasta anziché versare il pomodoro nella pentola con la pasta che cuoce dovete scolare la pasta con i tenerumi e trasferirla nella casseruola con il pomodoro a “picchi pacchi”.
Aggiungete dell’acqua di cottura e mantecate fino alla fine.
Servite nei piatti con aggiunta di formaggio grattugiato e basilico.
P.S.: una versione da provare!!!!!
La ricetta siciliana delle polpette di pane è una vera e propria prelibatezza!
C’è anche chi le chiama “polpette d’uovo” ma la ricetta sempre quella è: delle croccanti e morbide frittelle di uovo, pangrattato, formaggio e basilico che fanno venire l’acquolina solo a parlarne.
In genere la loro morte è affogate nella salsa di pomodoro e servite fredde quindi sono perfette d’estate.
Se vi devo dare il mio parere personale i le polpette di pane le adoro “nature” oppure appena appena inzuppate in un po’ di salsa di pomodoro.
Ingredienti
per 15 polpette circa
4 uova
4 cucchiai di pangrattato
2 fette d pancarré
6 cucchiai di parmigiano grattugiato
basilico fresco
sale
per friggere: olio evo
per la salsa di pomodoro
400 ml di passata di pomodoro
1 spicchio d’aglio
sale, pepe
basilico
olio evo
Preparazione
Per prima cosa preparate la salsa di pomodoro.
Fate soffriggere uno spicchio d’aglio, aggiungete la passata di pomodoro, un pizzico di sale, un bicchiere d’acqua e lasciate cucinare fin quando la salsa non si addensa. Quando è pronta aggiustate di sale e aggiungete del pepe.
In una ciotola capiente rompete le uova e battetele bene.
Aggiungete un pizzico di sale, il pangrattato, il pancarré pulito dei bordi e frullato nel mixer, il formaggio e una bella manciata di trito di basilico.
N.B.: le polpette di pane hanno un gusto molto personale ed ognuno le fa a proprio gusto.
La cosa importante è che ‘impasto sia denso!
Prendete una padella per friggere, versateci un dito d’olio e quando è caldo bagnate il cucchiaio nell’olio bollente, prendete delle cucchiaiate di impasto e fatele scivolare nell’olio.
Fatele dorare da un lato e dall’altro, poi scolatele su della carta assorbente.
Per i miei gusti la ricetta finirebbe qui!
Ma la ricetta originale prevede che vengano inzuppate nella salsa di pomodoro con l’aggiunta di basilico fresco… e così ho fatto!
La caponata è una delle pietre miliari della cucina siciliana: melanzane, sedano, olive bianche, capperi e cipolle in una gustosissima salsa agrodolce.
Ieri ho sfidato il caldo infernale per farne un bel vassoio!!!!!!
Sì, perché diciamo la verità, la caponata più buona è quella che ci si prepara a casa!!!! Non c’è volta che prepari la caponata che non mi vengano in mente le parole di mia madre: “Ricordati che il segreto di una buona caponata sta tutto in quell’olietto che la accompagna legando gli ingredienti tra di loro”
La caponata nasce come piatto estivo quando c’è abbondanza di melanzane ma visto che ormai le melanzane le si trova in qualsiasi periodo dell’anno è possibile preparare la caponata anche in inverno.
Io però sono tradizionalista e la preparo ad estate inoltrata. Ne faccio sempre un bel vassoio che ripongo in frigo (la caponata va mangiata “fredda”) e che dura sempre meno del previsto!
Per quanto riguarda il nome sembra che derivi dalla salsa agrodolce che in genere accompagnava il pesce “capone”, un pesce dalle carni molto asciutte.
Chi non poteva permettersi il pesce cominciò a sostituirlo con delle verdure e da lì la mitica caponata di melanzane che può essere servita come antipasto, come contorno oppure come piatto unico… sempre buona è!
Ingredienti
6 melanzane grandi
4/5 coste di sedano
300 gr. olive bianche
400 ml passata di pomodoro
3 cucchiai di capperi
1 cipolla grande
olio evo
6 cucchiai di aceto bianco
3 cucchiai pieni di zucchero
Preparazione
Pulite le melanzane togliendone le estremità, lavatele e asciugatele.
Tagliatele a tocchi grandi.
Salatele e mettetele a colare in uno scolapasta coperto per un paio d’ore.
Nota: non utilizzate mai le melanzane seta per fare la caponata sono troppo tenere vi ritrovereste una crema di caponata!
Mettete le olive bianche a bagno in acqua calda per un paio d’ore per far sì che perdano un po’ di sale.
Fate la stessa cosa con i capperi.
Trascorso questo tempo, friggete le melanzane in abbondante olio d’oliva (se volete potete utilizzare anche dell’olio di arachidi) e tenetele da parte.
Nel frattempo tagliate le olive privandole del nocciolo.
Lavate il sedano e tagliatelo a pezzetti (foglie incluse).
Quando tutti gli ingredienti saranno pronti prendete una casseruola abbastanza capiente, ricopritene il fondo d’olio, tagliate la cipolla a mezzelune sottili e mettetele a soffriggere.
Lasciate soffriggere la cipolla per un paio di minuti dopodiché aggiungete la passata di pomodoro, il sedano a pezzetti, le olive bianche ed i capperi.
Aggiungete un bicchiere di acqua calda e lasciate cucinare per una decina di minuti.
La salsa sarà pronta quando il sedano sarà cotto e la salsa si sarà addensata.
In genere non è necessario aggiungere altro sale!
A questo punto aggiungete l’aceto e lo zucchero e mescolate.
Quando l’aceto sarà evaporato assaggiate per vedere se l’agrodolce è di vostro gradimento altrimenti aggiustatelo a vostro piacere.
A questo punto non vi resta che aggiungere le melanzane.
Mescolate delicatamente con un cucchiaio di legno fin quando le melanzane non si saranno amalgamate al resto (giusto un paio di minuti).
Quando le melanzane si saranno amalgamate alla salsa agrodolce e al fondo della casseruola vedrete quell’olietto che vedete nel piatto della foto la caponata sarà pronta!
Mettetela in un piatto da portata grande ed aspettate che si freddi.
Quando sarà fredda trasferitela in frigo.
Servite fredda!
La ricetta di oggi, l’insalata di fagiolini, è una ricetta che ben si addice a questo periodo di caldo infernale!
Anzi, l’insalata di fagiolini è una ricetta siciliana tipicamente estiva! La si prepara qualche ora prima e la si tiene in frigo per consumarla fredda.
Esistono diverse varianti di questa insalata, io vi ho dato la ricetta classica dell’insalata di fagiolini che prevede: fagiolini, patate, pomodori e cipolla.
A me piace anche aggiungere dei capperi e delle olive ma la tradizione è tradizione, ve l’ho data così come la facevano mia madre e mia nonna
Ingredienti
per 4 persone
500 gr. fagiolini
2 patate grosse
300 gr. pomodoro
1 cipolla rossa
olio evo
aceto bianco
sale, pepe nero
basilico fresco
origano
Preparazione
Lavate le patate e mettetele a bollire.
Quando saranno cotte (quando riuscirete ad infilzarle con una forchetta), scolatele, togliete loro la pelle e tagliatele a tocchetti non troppo piccoli.
Intanto tagliate i pomodori (mia madre usava quelli verdi, quelli da insalata, io ho utilizzato dei pomodori “piccadilly) in quattro parti, salateli e metteteli a colare in uno scolapasta.
Nettate i fagiolini togliendo le due estremità. Lavateli e lessateli in acqua bollente e salata.
Nota: come potete vedere dalla foto i miei fagiolini sono di un verde brillante! Questo perché li ho fatti bollire per 5 minuti circa, li ho scolati quando erano ancora “croccanti” e li ho trasferiti in un recipiente con dell’acqua fredda per abbassare la temperatura.
Mia madre (così come la maggior parte dei siciliani) li faceva bollire per almeno 20 minuti fin quando non diventavano gialli e naturalmente perdevano ogni proprietà nutritiva!!!!!!
Nella stessa acqua dei fagiolini potete bollire la cipolla rossa pulita e tagliata a fettine non troppo sottili.
Nota: la cipolla più giusta sarebbe la cipolla bianca io ho usato quella rossa perché avevo solo quella!
Sbollentatela per 5 minuti circa poi mettetela a scolare.
P.S.: la cipolla andrebbe cucinata al forno ma ci vogliono circa 2 ore di forno acceso!!!!! Improponibile con questo caldo!
Quando tutti gli ingredienti saranno pronti condite con olio e aceto.
Aggiustate di sale e pepe e aggiungete il basilico fresco e dell’origano.
Un’insalata così vi fa’ benedire il caldo!
Le busiate al pomodoro con melanzane fritte sono state il nostro pranzo di ieri.
E sì, perché dopo la delusione di esser arrivati sino a Cala Rossa, di aver visto quel mare meraviglioso in assenza di vento ma non aver potuto fare il bagno a causa delle meduse, dovevamo pure consolarci in qualche modo!
E così, avendo a disposizione delle busiate fresche,
dei pomodorini eccellenti e mezza melanzana seta avanzata il giorno prima, ci siamo consolati così!
Ingredienti
per 3 persone
500 gr. busiate fresche
600 gr. pomodorini datterini
1 spicchio d’aglio
olio evo
basilico
pepe nero
1 melanzana seta
per friggere:
olio d’oliva o olio di arachidi
Preparazione
Tagliate la melanzana seta a mezze lune spesse 1 cm e mettetele in uno scolapasta cospargendole di sale per un paio d’ore.
Trascorso questo tempo friggetele in una padella con un dito di olio. Quando saranno dorate da un lato e dall’altro mettetele su un piatto con della carta assorbente.
Tagliate i pomodorini a metà e privateli dei semi in eccesso e dell’eventuale acqua all’interno (è acida).
In una padella mettete dell’olio d’oliva ed uno spicchio d’aglio.
Non appena comincia a soffriggere buttateci i pomodorini.
La fiamma deve essere alta in maniera tale che gli zuccheri dei pomodorini si caramellizzino. Non appena comincia a formarsi l’emulsione, abbassate un po’ la fiamma, aggiustate di sale e lasciate cucinare fin quando la polpa dei pomodorini non sarà pronta.
Di tanto in tanto aggiungete dell’acqua di cottura della pasta.
Quando le busiate saranno quasi pronte, trasferitele nella padella con il pomodoro e finite la cottura aggiungendo dell’acqua di cottura.
Servite nei piatti, aggiungendo del basilico fresco, del pepe nero e delle fette di melanzane fritte.
In genere del formaggio grattugiato ci sta benissimo ma io volevo gustarmi i sapori che avevo nel piatto!
La ricetta di oggi è cotolette di melanzane, una ricetta tipica siciliana che mi piace da impazzire!
Le melanzane più adatte per realizzare questo piatto sono le melanzane seta perché sono dolci e morbide. In Sicilia si chiamano anche “tunisine”.
Come potete vedere il piatto non è il solito, mancano i cuori… questo perché non sono a casa… sono di nuovo a Favignana!
E sì, quest’isola ci è piaciuta talmente tanto che abbiamo deciso di ritornarci.
Oggi prima di andare al mare ho tagliato le melanzane seta e le ho messe nel colapasta con il sale e al ritorno le ho panate è fritte….BUONISSIME!!!!!!!!
Per fare le cotolette di melanzane ho usato la ricetta originale che prevede che nella panatura, oltre al pangrattato, si aggiunga del parmigiano, del trito di prezzemolo e dell’aglio (io l’ho omesso!)… una vera e propria squisitezza!
Ingredienti
per 3 persone
1 melanzana seta (tunisina) grande
2 uova
farina 00
pangrattato
parmigiano grattugiato
prezzemolo
per friggere:
olio evo
oppure olio di arachidi
Preparazione
Private la melanzana delle estremità e delle parti dure, lavatela e tagliatela a metà in senso verticale.
Di ogni metà realizzate delle fette a forma di mezze lune spesse 1 cm.
Disponetele in uno scolapasta cospargendole di sale ad ogni strato.
Una volta finito coprite con un piatto e lasciate riposare per un paio d’ore.
Trascorso questo tempo, passate le fette d melanzana nella farina, poi nell’uovo ben sbattuto e infine panatele con del pangrattato mischiato a del parmigiano grattugiato (io faccio in parti uguali) e aromatizzato con del trito di prezzemolo.
Una volta panate tutte le melanzane, prendete una padella per friggere, versateci dentro 1 dito d’olio e cominciate a friggere le melanzane.
La fiamma deve essere media perché le melanzane devono avere il tempo di ammorbidirsi all’interno.
Quando le melanzane diventeranno dorate da ambo i lati disponetele su un piatto con della carta assorbente e salatele.
Servite tiepide perché siano al massino.
P.S.: anche fredde sono buonissime!
















































